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lunedì 3 giugno 2013

Se avesse avuto la passione per il bel tempo non sarebbe successo niente

Le catastrofi naturali a noi ci stanno sul cazzo. In questi giorni alcuni degli stati centrali degli Stati Uniti sono flagellati da Tornado capaci anche di spazzare via le case degli americani (va ricordato però che le abitazioni medie americane sono meno resistenti delle capanne fatte con paglia e merda delle tribù africane più povere). 

A causa di questi eventi anche le persone più prudenti potrebbero rimanere uccise e questo ci spiace enormemente. Siamo molto meno tristi invece per la morte di Tim Samaras, un americano invasato che qualcuno definisce "ricercatore" giusto per il gusto di buttare merda sulla categoria. Ma cosa ricercava il nostro amico Tim? Ovviamente un modo di finire su questo sito, era infatti un "cacciatore di tornado", ovvero una di quelle persone che invece di drogarsi decide di fare le peggiori cazzate pur di avere una scarica di adrenalina autoconvincendosi e convinciendo altri che lo fa per la scienza. Era anche un tipo bravo nel suo "lavoro": aveva costruito da solo strumentazioni e attrezzature e c'aveva anche regalato qualche orribile documentario ed alcune foto interessanti. Oggi però dobbiamo salutarlo per sempre.
Lo scorso 31 maggio infatti sua carriera è terminata nel peggiore dei modi: lo sventurato Tim, assieme a suo figlio Paul di 24 anni e al collega cacciatore di tornado Carl Young, si trovavano in Oklahoma. Qui in questi giorni svariati tornado stanno devastando costruzioni e uccidendo persone e i tre sopracitati sono tra le vittime. Non si hanno notizie chiare rispetto alla loro morte ma secondo noi le cose sono andate così:  i nostri eroi volevano intervistare uno dei tornado responsabili delle devastazioni per chiedergli come ci si sente ad essere tanto stronzi. I Tornado però sono spesso scontrosi e riuscire ad intervistarli non è affatto facile. Tim era un tipo insistente e il tornado si è innervosito e ha scaraventato i nostri amici a qualche centinaio di metri di distanza uccidendoli.

giovedì 16 maggio 2013

Se fosse stato calvo non sarebbe successo niente



Tocca allo stuntman indiano Sailendra Nath Roy inaugurare il blog. La sua storia è proprio una di quelle che ci ha fatto esclamare: ma se stava a casa non era meglio? 

Lo scorso 28 Aprile il caro Sailendra ha avuto la brillante idea di stabilire il nuovo Guinnes World Record attraversando un fiume largo 183 metri attacato per i capelli ad un cavo metallicoOvviamente però la cosa non è riuscita: verso la metà del percosro il povero sventurato è stato stroncato da un infarto. Essendo sospeso ad una ventina di metri sopra ad un fiume i soccorsi non sono riusciti a far nulla e l'uomo è morto in questa maniera ridicola.

La cosa però che c'ha fatto chiedere del perchè l'uomo non se ne sia stato a casa è che lui era già detentore di questo assurdo record. 

Allora perchè Sailendra Nath Roy non te ne sei stato a casa? Chi mai avrebbe tentato di insidiare il tuo ignobile record? 


Fonte: BBC NEWS

Illustrazione: Erbalupina